L'acqua: un bene primario inalienabile


Oggi vi vogliamo parlare di acqua. 
Di acqua come bene comune e pubblico, e come risorsa da difendere. 

Anche perchè oggi - 3 maggio - a fine mattinata presso il Centro Polivante di Villar Focchiardo convergeranno numerosi bambini in età scolare tra 10 e 15 anni, dopo aver camminato da Borgone e Sant'Antonino, portando ciascuno 6 litri di acqua nel proprio zaino. In questo modo verrà simulato quanto accade ogni giorno in tanti villaggi nei Paesi più poveri del mondo, dove l'acqua non c'è. Non c'è per bere, per lavarsi, per cucinare. E allora la ricerca e il trasporto dell'acqua diventa un vero e proprio lavoro per i bambini che vivono in questi villaggi, lavoro che sottrae tempo alla scuola.

Quella di oggi è una manifestazione nell'ambito del Progetto Walking for water, per sensibilizzare tutti su questo problema e raccogliere fondi, quest'anno in specifico per costruire un pozzo nel villaggio di Ruai in Kenya.

Ecco che allora questa iniziativa di "camminare con l'acqua" si allaccia idealmente ad uno dei cardini del programma di ViviAmo Villar: la difesa dell'acqua pubblica.
Il nostro comune infatti è l'unico - insieme a  Bruzolo - che in Valle di Susa non ha affidato la gestione dell’acquedotto (e della fognatura) alla S.M.A.T. che oggi è ancora una società pubblica di diritto privato.
Riteniamo che con questa scelta i Cittadini di Villar Focchiardo abbiano finora potuto godere di una qualità dell’acqua sicuramente migliore di quella proveniente dagli acquedotti affidati alla S.M.A.T. (in cui probabilmente si fa abbondante ricorso alla clorazione), oltre che di tariffe sul servizio molto basse.
La gestione diretta della rete idrica da parte del Comune implica però l’urgente ricerca di soluzioni di problemi importanti. Data la vetustà di parte dell’acquedotto e la sua incompletezza, diventa fondamentale il reperimento di risorse per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di completamento e di efficientamento del servizio.
La scelta di non aderire alla S.M.A.T. non è per forza definitiva, ma resta comunque nostra primaria intenzione quella di riuscire a trovare ogni praticabile soluzione per mantenere la gestione diretta dell’acquedotto e della fognatura. In ogni caso l’eventuale affidamento dell’acqua alla S.M.A.T. è subordinato alla trasformazione della stessa ad Azienda Speciale Consortile di Diritto pubblico, che riteniamo possa garantire la gestione del bene primario dell’acqua senza scopi di lucro e logiche commerciali.

LE NOSTRE PROPOSTE:
  • Coinvolgere i nostri concittadini, in tutte le forme possibili, nel processo di decisione su come gestire in futuro la risorsa acqua nel nostro Comune, tra due possibili scenari:
    • Affidare la gestione alla S.M.A.T., una volta che si sarà trasformata in Azienda Speciale Consortile, con probabile aumento delle tariffe e perdita della qualità del gusto, ma con l’accesso a risorse per casi di urgente necessità e per interventi di lungo termine, ma senza garanzia di interventi immediati di completamento ed efficientamento della rete idrica;
    • Mantenere la gestione da parte del Comune, con la necessità però di aumenti tariffari (secondo fasce di reddito ISEE) o altre forme di partecipazione economica da parte degli utenti (come ad es. un “contributo di scopo”), finalizzati a reperire le risorse per gli interventi necessari.
  • Predisporre uno Studio sullo stato generale della rete idrica, per l’indicazione degli interventi manutentivi o di sostituzione delle condotte da effettuare, ed i relativi costi;
  • Realizzare una condotta principale e relativi pozzetti per l’allacciamento delle borgate montane (Trucco, Mongirardo, Castellaro) alla rete idrica potabile comunale, grazie alla Convenzione già deliberata con la Società P.A.G.I. S.r.l. di Rivoli come condizione per l’autorizzazione allo sfruttamento dell’acquedotto comunale (dalle sorgenti del Vallone) per l’installazione di una centralina idroelettrica;
  • Rigenerare e curare le sorgenti storiche attualmente compromesse dall’abbandono del territorio montano, sulla base del lavoro di censimento di quasi un centinaio di sorgenti sui 25 kmq del territorio comunale, effettuato nel 2010 grazie alla collaborazione tra il Consorzio Forestale, alcuni volontari e consiglieri comunali;
  • Migliorare il monitoraggio delle bealere, per eliminare fonti di inquinamento da scarichi abusivi;
  • Ripristinare in modo graduale l’efficienza delle fontane urbane, considerata la loro funzione di possibile approvvigionamento di acqua da cucina e sanitaria, soprattutto in casi di emergenza, e la ricchezza di eredità storica che esse rappresentano;
  • Gestire direttamente l'impianto di erogazione di acqua potabile dell’acquedotto comunale in p.zza Abegg, refrigerata e frizzante, con l’applicazione di tariffe molto economiche per la sola copertura dei costi gestionali, e contribuendo così anche a ridurre la produzione di rifiuti dai contenitori in plastica di acque minerali.

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